David Canale
architetto
via Altinate 96 · Padova
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Scuola M. Polo

Scuola J. Sannazaro

Uffici SOGEN

Municipio Comun De Fascia

Casa G

Edificio residenziale in via Piccoli

Rifugio Tonini

Palazzi Levia e Gravia

Hub Monticchio

Palazzo Bracciolini

Tavolo Paolo

Scuola a Villasanta

Appartamento F

Nuovo Tempio Socrem

Piano Norma 31

Vasi in cemento

Barchessa V.

Casa C.

Area intermodale Stanga

Nuova sede GREDA

Masterplan dei Ghezzi — Chioggia
Scuola M. Polo — Campolongo Maggiore
Campolongo Maggiore (VE) · 2025–2026 · Progettazione architettonica e Direzione Lavori
La nuova scuola di Liettoli è concepita come un piccolo villaggio di casette nel bosco. Sette volumi a forma di casa, differenziati per colori e materiali, sono collegati da un connettivo comune che si sviluppa e distribuisce attorno a un patio vetrato centrale, cuore luminoso dell’edificio e principale spazio di relazione. L’architettura, volutamente frammentata e domestica, costruisce un ambiente riconoscibile e accogliente per i bambini e si inserisce con misura nel tessuto residenziale circostante.
Committente: Comune di Campolongo Maggiore
Progettazione architettonica: Arch. David Canale, Arch. Alessandra Greggio, Arch. Roberto Maritan
Strutture e sicurezza: W.E.I.’N Venice s.r.l. – Ing. Gianni Breda, Ing. Andrea Doria
Impianti meccanici: Ing. Aurelio Brunello
Impianti elettrici e antincendio: Ing. Massimo Negrisolo
Impresa esecutrice: SICEA s.r.l.
Facciate in lamiera: Monetti s.r.l.
Serramenti: IALC
Importo lavori: € 2,70 milioni
Finanziamento: PNRR – Next Generation EU
Scuola J. Sannazaro — Oliveto Citra
Oliveto Citra (SA) · 2023–2026 · Progettazione architettonica e Direzione Lavori
La nuova scuola media J. Sannazaro è concepita come un edificio aperto, permeabile e flessibile, capace di mettere in relazione gli spazi della didattica con il paesaggio e la vita della comunità. Una grande copertura unitaria raccoglie corpi diversi e riconoscibili, mentre aule, laboratori e spazi comuni si aprono verso il terrazzamento esterno e la valle del Sele. La serra bioclimatica e la sala polivalente costituiscono il cuore collettivo della scuola, estendendo gli spazi dell’apprendimento verso una vera piazza coperta e scoperta.
Committente: Comune di Oliveto Citra
Progettazione architettonica: Arch. David Canale, Arch. Alessandra Greggio, Latitude Platform – Arch. Riccardo Ruggeri, Arch. Marco Ranzato, Arch. Alessandro Iannello
Strutture e sicurezza in fase di progettazione: W.E.I.’N Venice s.r.l. – Ing. Gianni Breda
Coordinamento sicurezza in fase di esecuzione: Arch. Antonietta Botta
Impianti meccanici: Ing. Aurelio Brunello
Impianti elettrici e antincendio: Ing. Massimo Negrisolo
Geologia: Dott. Geol. Roberto Lovat
Impresa esecutrice: Giglio Costruzioni s.r.l.
Finanziamento: PNRR – Next Generation EU
Ristrutturazione e ampliamento Casa G. a Vigodarzere
Vigodarzere (PD) · 2020–2024 · Progettazione architettonica e Direzione Lavori
Casa G. nasce dalla ristrutturazione e dall’ampliamento di un edificio residenziale degli anni Sessanta. Il nuovo volume a doppia altezza diventa il cuore della casa: un grande soggiorno che mette in relazione fisica e visiva i due piani dell’edificio esistente e li apre verso il giardino.
Una struttura metallica lasciata a vista definisce lo spazio, chiuso sui lati est e ovest da grandi superfici vetrate scorrevoli e a nord da una parete in mattoni faccia a vista. La copertura in travi di legno lamellare e il pavimento continuo in cemento industriale pigmentato costruiscono un ambiente volutamente materico.
La scala interna è ottenuta recuperando e rimontando l’originaria scala esterna della casa, conservandone i caratteristici gradini in graniglia di cemento.
Committente: privato
Progettazione architettonica: Arch. David Canale, Arch. Alessandra Greggio
Strutture e sicurezza: Ing. Michele Solmberigo
Impresa esecutrice: Franco Costruzioni s.r.l.
Strutture metalliche e serramenti: Siro Marin.
Struttre in legno: Bertani legno.
Palazzi Levia e Gravia
Ponte S. Nicolò (PD) · 2021–2023 · Progettazione architettonica e Direzione Lavori
Il progetto riunisce due edifici residenziali di diverso carattere, collegati da una piastra rialzata sistemata a giardino.
Levia, il volume maggiore, ospita undici appartamenti ed è caratterizzato dalle ampie terrazze che avvolgono le facciate principali, schermate da un ritmo di frangisole in alluminio. La sovrapposizione di logge, parapetti e schermature costruisce un involucro leggero e mutevole.
Gravia, più piccolo e compatto, comprende sei appartamenti e si presenta invece come un volume solido e sfaccettato, inciso da profonde logge rientranti.
Il contrasto tra leggerezza e massa, tra levia e gravia, dà il nome ai due edifici e richiama, anche attraverso la loro collocazione in via Carducci, il riferimento letterario da cui nasce la denominazione del progetto.
Gli appartamenti sono caratterizzati da spazi abitativi generosi e ampie logge, con particolare attenzione alla flessibilità degli ambienti e alle prestazioni energetiche dell’involucro.
Committente: Saab Costruzioni
Studio incaricato: Studio Arch. Massimo Asci
Progettazione architettonica, esecutiva e Direzione lavori: Arch. David Canale, Arch. Massimo Asci, BBV Architetti
Strutture: Ing. Daniele Bidoggia
Impresa esecutrice: Tiemme Costruzioni Edili
Serramenti: Modall
Realizzazione: 2021–2023
Palazzo Bracciolini
Padova (PD) · 2019–2021 · Progettazione architettonica e Direzione Lavori
Palazzo Bracciolini è un edificio residenziale di diciotto appartamenti costruito a Padova, lungo l’argine del Canale Scaricatore, un percorso molto frequentato per passeggiare e correre. Il fronte principale nasce dal rapporto con l’acqua: un vuoto centrale spezza il volume in due corpi verticali simmetrici, quasi due torri affiancate che si riflettono nel canale.
Gli appartamenti sono organizzati attraverso spazi continui e flessibili. Nelle zone giorno, grandi vetrate scorrevoli arretrate rispetto al filo della facciata generano profonde logge abitabili, affacciate sul corso d’acqua e aperte verso la città di Padova e il profilo delle sue chiese.
Il basamento è rivestito in grandi lastre di calcestruzzo faccia a vista ed è separato dal volume bianco soprastante da una sottile gola rivestita in marmo, che ne accentua la distinzione e la leggerezza.
Committente: SAAB s.r.l.
Studio incaricato: Arch. Massimo Asci.
Progettazione architettonica, esecutiva e direzione lavori: Arch. David Canale, Arch. Massimo Asci, con Arch. Chiara Zulian
Strutture: Ing. Tiziano Pizzocchero
Impresa esecutrice: Agredo Costruzioni e Sviluppo
Serramenti: Ruffato Serramenti
Realizzazione: 2019–2021
Comun General de Fascia
San Giovanni di Fassa (TN) · 2024 · Concorso di progettazione
Il progetto per la nuova sede del Comun General de Fascia interpreta l’edificio pubblico come un piccolo nucleo urbano inserito nel paesaggio della Val di Fassa. Quattro volumi di diversa dimensione, separati e riconoscibili, sono riuniti da un grande spazio centrale vetrato che diventa una vera piazza coperta: luogo di distribuzione, incontro e relazione tra le diverse funzioni della sede.La conformazione del terreno diventa parte del progetto. Due piazzali posti a quote differenti mettono in relazione via Pré de Lejia e strada Antersieff con gli ingressi dell’edificio, rendendolo attraversabile e sottolineandone il carattere pubblico e civico. Le grandi superfici vetrate del connettivo aprono continuamente gli spazi interni verso il paesaggio circostante.Gli spigoli arrotondati, l’intonaco a base di calce e l’uso del legno reinterpretano in forma contemporanea materiali e caratteri dell’architettura locale, mentre gli spazi interni sono pensati come ambienti flessibili, luminosi e riconfigurabili.
Committente: Comun General de Fascia
Tipologia: Concorso di progettazione per la nuova sede
Località: San Giovanni di Fassa / Vigo di Fassa (TN)
Anno: 2024
Progettazione: Arch. David Canale +Arch. Alessandra Greggio + Arch. Filippo Frison.
Appartamento F.
Padova · 2018–2019 · Ristrutturazione e interior design
Casa F nasce dalla ristrutturazione di un appartamento al primo piano di un edificio degli anni Sessanta, a ridosso del centro di Padova. La demolizione selettiva delle partizioni interne trasforma l’impianto originario in uno spazio continuo e fluido, nel quale rimangono riconoscibili alcuni volumi chiusi — le camere delle figlie e i bagni — conservando e restaurando parte delle murature e delle porte originali in legno di noce.Nel grande spazio giorno, due nuove prese di luce realizzate in vetromattone portano luce attraverso il muro di confine senza assumere il carattere di vere aperture. Una serie di vetrate con profili in alluminio anodizzato color ottone costruisce invece nuovi dispositivi spaziali: la bussola d’ingresso, la separazione della camera padronale, la cabina armadio e la doccia. Gli stessi toni vengono ripresi nei serramenti esterni, collocati a filo facciata per incorporare nello spazio interno anche la profondità dei muri perimetrali.Gli arredi fissi sono concepiti come vere microarchitetture attorno alle quali lo spazio può continuare a scorrere: il grande bancone della cucina diventa il fulcro visivo dell’ingresso, mentre nella camera padronale un armadio a isola costituisce contemporaneamente contenitore e testiera del letto. Il pavimento preesistente, recuperato durante la demolizione, viene riutilizzato per i piani della cucina, dei mobili bagno e di alcuni arredi su misura. Tende e superfici tessili completano il progetto come elementi mobili capaci di modificare temporaneamente l’architettura, generando nicchie, semicerchi e nuovi gradi di intimità.
Committente: Privato
Progettazione architettonica: Arch. David Canale, Arch. Marco Ranzato
Direzione Lavori: Arch. David Canale
Strutture: Ing. Tiziano Pizzocchero
Serramenti: Piovanello s.r.l.
Fotografie: Tommaso Mola Meregalli
Realizzazione: 2018–2019
Tavolo Paolo
Padova · 2022 · Design / autoproduzione
Tavolo Paolo nasce nel 2022 per arredare il mio ufficio appena aperto, quando il budget disponibile era minimo. L’idea è stata quindi quella di progettare un tavolo di lavoro delle dimensioni necessarie — 180 × 90 cm — utilizzando un solo pannello standard di multistrato di spessore 3 cm.Il progetto riduce al minimo numero di pezzi, lavorazioni e tagli: tutti gli elementi sono ottenuti con tagli rettilinei e l’intero pannello viene utilizzato senza sfrido. Da ogni lastra si ricava esattamente un tavolo.La struttura è smontabile, economica e molto resistente; una fessura longitudinale integra il passaggio dei cavi e più tavoli possono essere accostati per formare isole di lavoro di dimensioni diverse.Un oggetto nato per necessità, nel quale economia di mezzi, semplicità costruttiva e uso integrale del materiale coincidono con la forma del progetto.
Design: David Canale
Anno: 2022
Materiale: multistrato sp. 30 mm
Dimensioni: 180 × 90 cm
Realizzazione: autoproduzione
Nuovo Rifugio Giovanni Tonini
Baselga di Pinè (TN) · 2025 · Concorso di progettazione
Il progetto per il nuovo Rifugio Giovanni Tonini nasce dall’idea di ricostruire a partire dalla rovina, recuperando la pietra del rifugio precedente distrutto dall’incendio e utilizzandola per formare il nuovo basamento. Un atteggiamento quasi da bricoleur alpino: ciò che rimane del vecchio edificio diventa il punto di partenza per una nuova architettura, contemporanea ma legata alla memoria del luogo.Il rifugio assume la forma di un volume semplice, compatto e longitudinale, in relazione con lo stallone posto più a monte. Sopra il basamento in pietra si appoggia una struttura modulare in legno, organizzata secondo campate regolari di 1,50 m. All’interno, un percorso lineare attraversa l’edificio e mette in relazione gli spazi comuni, le camere e le aree riservate al gestore, alternandosi a vuoti a doppia altezza e proseguendo all’esterno come ponte verso la teleferica e gli spazi di servizio.L’involucro è concepito come una pelle capace di reagire alle condizioni climatiche: pannelli in legno e finestre sono protetti da una sequenza di lamelle mobili che regolano luce e irraggiamento e che, durante l’inverno, possono chiudere completamente l’edificio. Le lamelle riprendono i colori bianco e celeste della segnaletica SAT, mentre la falda occidentale della copertura è interamente integrata con pannelli fotovoltaici. La costruzione prevalentemente a secco riduce lavorazioni e trasporti in un sito raggiungibile esclusivamente a piedi.
Ente banditore: Società degli Alpinisti Tridentini — SAT
Tipologia: Concorso di progettazione in due fasi per il nuovo Rifugio alpino Spruggio “Giovanni Tonini”
Località: Baselga di Pinè (TN)
Anno: 2025
Progettazione: Arch. David Canale + arch. Alessandra Greggio
Nuovo Tempio SOCREM
Pavia · 2015 · Concorso di progettazione
Il progetto per il nuovo Tempio SOCREM nel Cimitero Monumentale di Pavia assume la forma di un volume stereometrico semplice, a base quadrata, costruito attraverso quattro elementi principali: lo scavo, la facciata-filtro, la rampa perimetrale e un nucleo cruciforme che organizza gli spazi del piano superiore e porta la luce naturale al livello inferiore.L’edificio è articolato su due piani e si attraversa attraverso un percorso volutamente lento, pensato come una progressiva sottrazione dal contesto esterno verso ambienti sempre più raccolti, intimi e silenziosi.La luce diventa il principale materiale del progetto. La facciata-filtro produce un’illuminazione costante e diffusa che accompagna il visitatore lungo il percorso, mentre nelle sale interne la luce penetra attraverso i patii e assume un carattere più avvolgente, costruendo un’atmosfera sospesa e contemplativa.
Committente: SOCREM Pavia
Tipologia: Concorso per la progettazione del nuovo Tempio SOCREM
Località: Pavia
Anno: 2015
Progettazione: Arch. David Canale, BBV Architetti, Veronica Niero, Matteo Polato, Francesco Tosetto
Hub di ricerca e formazione — Monticchio Bagni
Rionero in Vulture (PZ) · 2023 · Concorso di progettazione
Il progetto per il nuovo Hub di ricerca e formazione e Centro Agricolo sperimentale enologico e oleario parte dall’idea di ridurre al minimo la superficie costruita visibile, assecondando l’andamento naturale del terreno. Il nuovo edificio si inserisce in parte nel pendio e scompare sotto due grandi coperture verdi, lasciando emergere soprattutto le ampie superfici vetrate rivolte verso le coltivazioni sperimentali.Una piazza lineare attraversa l’intero complesso e mette in relazione Casa Bramea, il nuovo Centro Agricolo e il Centro Visite. È insieme percorso, spazio di incontro e luogo di lavoro all’aperto: da un lato le coltivazioni sperimentali, dall’altro laboratori, cantine e spazi per la ricerca, aperti verso l’esterno e capaci di estendere le attività lungo il percorso.Il Centro Agricolo è concepito come un grande laboratorio flessibile, organizzato attraverso una struttura modulare in legno lamellare e spazi riconfigurabili. L’auditorium e gli ambienti di rappresentanza si affacciano con una grande parete vetrata verso il paesaggio, mentre Casa Bramea viene trasformata in residenza per studenti attorno a un nuovo atrio a doppia altezza, aula studio e biblioteca illuminata naturalmente.
Committente: Comune di Rionero in Vulture
Tipologia: Concorso di progettazione in due fasi — Hub di ricerca e formazione e Centro Agricolo sperimentale dimostrativo enologico e oleario
Località: Monticchio Bagni, Rionero in Vulture (PZ)
Anno: 2023
Finanziamento: PNRR – NextGenerationEU, Progetto Borgo Monticchio Bagni
Progettazione: Arch. David Canale + arch. Alessandra Greggio
Piano Norma 31 — Via Breo, Piove di Sacco
Piove di Sacco (PD) · 2009–2012 · Progettazione esecutiva e Direzione Lavori
L’intervento per il Piano Norma 31 in via Breo comprende la realizzazione di due edifici residenziali e delle opere di urbanizzazione successivamente cedute al Comune. I due condomini, denominati Residence Gli Attici, sono caratterizzati da una composizione a gradoni che consente di ottenere ampie terrazze integrate nella volumetria, evitando il ricorso a balconi aggettanti e costruendo il prospetto attraverso un forte gioco di pieni e vuoti.Una parte centrale del progetto riguarda però lo spazio pubblico. Il giardino è organizzato attraverso una superficie drenante in blocchi di calcestruzzo inerbiti, panchine in cemento disposte in modo da favorire la sosta e l’incontro e una serie di cordoli che scandiscono il prato e ne definiscono le diverse aree. La piantumazione è pensata per accompagnare il passare delle stagioni attraverso specie a fioritura differenziata, mentre una cortina di alberi potati con sviluppo orizzontale costruisce un bordo ombreggiato e protetto attorno allo spazio centrale.Completano l’urbanizzazione i parcheggi realizzati in grigliato drenante con intaso in ghiaia e la pista ciclabile, in un sistema unitario di spazi aperti, percorsi e aree di sosta pensato come parte integrante dell’insediamento residenziale.
Studio incaricato: Studio Arch. Massimo Asci
Progettazione architettonica esecutiva: Arch. David Canale, Arch. Silvia Noventa
Direzione tecnico-operativa: Arch. David Canale
Progetto del verde: Dott. Agr. Antonio Antonucci
Illuminazione esterna: Studio Tecnico Calzavara – STC
Committente edifici residenziali: Industrie Edili Venete
Committente opere di urbanizzazione: Comune di Piove di Sacco
Nuova Scuola dell’infanzia Tagliabue
Villasanta (MB) · 2024 · Concorso di progettazione
La nuova scuola dell’infanzia Tagliabue è concepita come un piccolo microcosmo nel quale architettura, giardino e attività educative diventano parti di un unico ambiente di apprendimento. L’edificio è articolato in quattro corpi collegati da uno spazio centrale comune, interpretato come una grande piazza coperta attorno alla quale si distribuiscono le aule e gli spazi collettivi. Le aule, flessibili e aggregabili attraverso pareti mobili, si aprono direttamente verso il giardino e verso gli spazi di relazione.Tra i diversi volumi si inseriscono due serre bioclimatiche, veri giardini d’inverno che ampliano gli spazi della scuola e costruiscono una transizione continua tra interno ed esterno. Il giardino è pensato come un ulteriore spazio educativo, capace di coinvolgere i cinque sensi attraverso alberature, essenze stagionali e piccoli orti didattici, trasformando il paesaggio in un vero “terzo educatore”.La costruzione è prevista prevalentemente a secco, con struttura in legno e pannelli X-Lam, mentre una sequenza di lamelle lignee protegge le facciate e regola l’irraggiamento solare. Fotovoltaico, recupero delle acque meteoriche e serre bioclimatiche concorrono alla riduzione dei consumi e all’integrazione tra qualità ambientale, semplicità costruttiva e sostenibilità.Il concorso era bandito dal Comune di Villasanta / Provincia di Monza e Brianza, in due fasi, per la nuova scuola dell’infanzia Tagliabue.
Ente banditore: Comune di Villasanta
Stazione appaltante: Provincia di Monza e Brianza
Tipologia: Concorso di progettazione in due fasi per la nuova Scuola dell’infanzia Tagliabue
Località: Villasanta (MB)
Anno: 2024
Importo stimato dei lavori: € 3.315.000
Progettazione: Arch. David Canale, Arch. Alessandra Greggio, Arch. Filippo Frison
Vasi in cemento
Contursi Terme (SA) · dal 2012 · Ricerca materica / autoproduzione
Questa serie di vasi nasce come ricerca personale sull’uso del cemento, sviluppata nel tempo libero attraverso prove di impasto, colore e finitura. Le miscele sono ottenute combinando cemento grigio e bianco con sabbie e inerti di fiume, cenere, carbone, ossidi di ferro e pigmenti, sperimentando ogni volta variazioni di grana, tonalità e comportamento superficiale.Le forme derivano invece da oggetti di uso quotidiano recuperati e riutilizzati come stampi: secchi, piatti, terrine, ciotole, scatole e contenitori trovati nelle discariche diventano matrici temporanee per nuovi oggetti. Il processo trasforma quindi materiali poveri e forme comuni in piccoli manufatti unici, nei quali le irregolarità, le porosità e le variazioni cromatiche diventano parte integrante del risultato.
Design e realizzazione: David Canale
Materiali: cemento, sabbie e inerti di fiume, cenere, carbone, ossidi e pigmenti
Luogo: Contursi Terme (SA)
Anno: dal 2012
Realizzazione: autoproduzione
Barchessa V.
Piazzola sul Brenta (PD) · 2013 · Ristrutturazione e interior design
Il progetto nasce dal recupero di una barchessa esistente, mantenendone leggibili la struttura e la dimensione originarie e introducendo al suo interno una serie di nuovi volumi autonomi.Bagni, servizi, cucina e camino sono concentrati all’interno di veri e propri solidi abitati, piccole microarchitetture che organizzano gli spazi domestici senza suddividere l’involucro con una successione tradizionale di stanze. La continuità dello spazio consente così di percepire sempre la profondità e l’unitarietà della barchessa.Sul lato del portico, una grande facciata vetrata mette in relazione diretta gli ambienti interni con lo spazio coperto esterno. Una sequenza regolare di frangisole verticali in legno filtra la luce e costruisce un nuovo diaframma tra casa, portico e paesaggio.Il progetto si sviluppa attraverso il contrasto tra la struttura rurale esistente — con le travi in castagno e la matericità dell’edificio originario — e i nuovi inserti contemporanei, realizzati in multistrato di pioppo, legno, ferro annerito e vetro.
Committente: Privato
Località: Piazzola sul Brenta (PD)
Anno: 2013
Progettazione: Arch. David Canale, Arch. Martina Lucietto, Arch. Silvia Noventa – 365 Architetti
Casa C.
Contursi Terme (SA) · 2010 · Progettazione architettonica
Il progetto nasce come una casa immersa nel paesaggio rurale di Contursi Terme, costruita attraverso pochi elementi essenziali: muri in pietra, piani orizzontali in calcestruzzo e grandi superfici vetrate.L’architettura ricerca un rapporto diretto con il carattere mediterraneo del luogo. Lunghi setti in pietra definiscono gli spazi e regolano il rapporto con l’esterno, alternando ambiti più raccolti ad aperture improvvise verso il paesaggio. La copertura piana, in parte sistemata a verde, riduce la presenza dell’edificio e ne rafforza l’integrazione con il terreno.Gli ambienti interni si sviluppano attraverso patii, corti e passaggi coperti, costruendo una sequenza continua tra spazi chiusi e aperti. Le grandi vetrate scorrevoli permettono agli ambienti di aprirsi completamente verso l’esterno, mentre sistemi di schermatura controllano luce e irraggiamento.La piscina entra nella composizione come una vera stanza all’aperto: uno specchio d’acqua racchiuso tra i muri, capace di riflettere la pietra, la vegetazione e la luce.Pietra locale, calcestruzzo faccia a vista, legno, alluminio e vetro costruiscono un’architettura volutamente sobria, nella quale materia, ombra e paesaggio diventano gli elementi principali del progetto.
Committente: Privato
Località: Contursi Terme (SA)
Anno: 2010
Progettazione: Arch. David Canale, Arch. Silvia Noventa – 365 Architetti
Area intermodale Stanga
Padova · 2012 · Progettazione urbana e paesaggio
Il progetto affronta la trasformazione dell’area della Stanga come occasione per costruire un nuovo spazio urbano legato alla mobilità e all’interscambio. Un luogo normalmente percepito come infrastrutturale e di attraversamento viene reinterpretato come parte della città, capace di accogliere percorsi, attese, incontri e nuove relazioni tra le diverse modalità di spostamento.L’intervento lavora sulla continuità dello spazio pubblico e sulla riconoscibilità del nodo intermodale. Percorsi pedonali e ciclabili, aree di sosta e spazi verdi ricompongono un sistema oggi frammentato dalle infrastrutture, mentre una serie di elementi verticali cilindrici assume il ruolo di segnale urbano e dispositivo di orientamento. Le superfici filtranti che li avvolgono permettono alla luce di attraversarli, trasformandone la percezione tra giorno e notte.L’architettura non è quindi pensata come un edificio isolato, ma come parte di un sistema più ampio di mobilità, paesaggio e spazio pubblico, nel quale infrastruttura e luogo urbano possono sovrapporsi. Il progetto nasce nell’ambito del laboratorio “I luoghi delle emozioni”, dedicato alla ricerca di nuove possibilità di trasformazione per alcune aree strategiche della città di Padova.
Promotori: Comune di Padova · Gi.Ar.P. Giovani Architetti Padova
Località: Padova
Anno: 2012
Progettazione: Arch. Silvia Noventa – 365 Architetti, con Arch. David CanalePubblicazioni:
A. Braggion, E. Lain, S. Noventa (a cura di), I luoghi delle emozioni. Padova: progetti per sei aree, 2012.
A. Tognon, C. Simioni (a cura di), Padova. Progetti di riqualificazione urbana per la città, Aiòn Edizioni, 2014
Una passerella per Carpi — Nuova sede GREDA
Carpi (MO) · 2011 · Concorso di idee
Il progetto per la nuova sede GREDA propone un modello di edificio produttivo nel quale produzione, lavoro, rappresentanza e spazi collettivi convivono all’interno di un unico sistema. La fabbrica non è pensata come un semplice contenitore industriale, ma come un luogo aperto e flessibile, capace di mettere in relazione dipendenti, visitatori e attività differenti. Due corpi principali — uffici e funzioni commerciali da un lato, produzione, magazzino e spazio eventi dall’altro — sono riuniti da un grande atrio centrale a tripla altezza, concepito come una vera piazza interna.Una grande scala-passerella attraversa progressivamente l’edificio, collegando atrio, spazio eventi, living, uffici, laboratori e giardino d’inverno. Più che un semplice elemento distributivo, diventa una passeggiata interna dalla quale osservare le diverse attività dell’azienda e mettere in relazione il processo creativo con quello produttivo.Il rapporto tra interno ed esterno prosegue attraverso il parterre d’ingresso, il parco e il tetto-giardino. Percorsi in pietra, orti, frutteti, un boschetto produttivo e sistemi di raccolta e fitodepurazione dell’acqua trasformano gli spazi aperti in parte integrante dell’edificio. La copertura del magazzino diventa una grande terrazza verde attraversata da passerelle in legno, giardini di erbe aromatiche, vasche d’acqua e spazi utilizzabili per workshop ed esposizioni.L’involucro alterna grandi superfici vetrate, pannelli in legno riciclato e lamiere metalliche microforate che filtrano la radiazione solare e modificano la trasparenza dell’edificio. Tetto verde, illuminazione naturale, fotovoltaico, geotermia e recupero delle acque piovane completano una strategia nella quale architettura, paesaggio e sostenibilità diventano parti dello stesso progetto.
Committente: GREDA S.r.l.
Località: Carpi (MO), Italia
Anno: 2011
Destinazione d’uso: Industriale, terziario
Tipologia: Concorso di idee in due fasi per la nuova sede aziendale
Progettazione: 365 Architetti — Arch. Marco Zaupa, Arch. Silvia Noventa, Arch. Piercesare Vittadello, Arch. Marco Zecchin — con Arch. David Canale, Arch. Alessandra Greggio
Servizio: Progettazione architettonica
Nuova sede SOGEN — Padova
Padova · 2026–in corso · Progettazione architettonica e Direzione Lavori
Il progetto per la nuova sede di SOGEN occupa l’intero quinto piano di un edificio dell’Interporto di Padova, per una superficie di circa 500 m². I nuovi uffici ampliano e sostituiscono gli spazi attualmente occupati dalla società al secondo piano dello stesso edificio.
L’organizzazione degli ambienti nasce dall’idea di costruire una microcittà interna. Sei volumi autonomi, disposti secondo una trama a scacchiera che segue la maglia dei pilastri esistenti, raccolgono gli uffici dei dirigenti e le principali funzioni di servizio: segreteria, server, bagni, cucina, sala call e sala riunioni. Tra questi elementi si sviluppano gli spazi aperti con le postazioni operative, formando un ambiente continuo e fluido ma articolato in differenti aree di lavoro.
I blocchi diventano così vere e proprie microarchitetture che costruiscono una piccola urbanistica interna, alternando spazi più privati e protetti a luoghi collettivi e condivisi. Un asse longitudinale attraversa l’intero piano e costituisce la principale strada distributiva, sulla quale si affacciano tutti gli ambienti. Lungo questo percorso i box sono completamente vetrati, mantenendo continuità visiva e profondità dello spazio.
I lati trasversali dei volumi sono invece chiusi e rivestiti esternamente con tessuto fonoassorbente di tonalità scura. Queste superfici contribuiscono al comfort acustico e assorbono parte della luce proveniente dalle ampie finestre continue a nastro che avvolgono l’intero edificio, introducendo un contrappunto materico alle superfici trasparenti.
Committente: SOGEN S.r.l. – Società di ingegneria
Località: Padova
Edificio: Interporto di Padova
Superficie: circa 500 m²
Importo lavori: circa € 250.000
Cronologia: 2026–in corso
Progettazione architettonica esecutiva e Direzione Lavori: Arch. David Canale, Arch. Alessandra Greggio
Pareti vetrate: FREZZA, sviluppo NEX Office Padova
Impresa esecutrice: Franco Costruzioni
Edificio residenziale in via Piccoli — Padova
Padova · 2024–in corso · Progettazione architettonica ed esecutiva
L’edificio sorge a ridosso delle mura cinquecentesche di Padova, all’interno della Città Giardino, in un contesto fortemente caratterizzato dalle architetture in mattoni faccia a vista realizzate tra gli anni Cinquanta e Sessanta, tra cui gli interventi di Daniele Calabi.Il progetto si organizza attorno a un patio centrale e assume la forma di un volume compatto ma permeabile, segnato da geometrie acute e interamente rivestito in mattoni faccia a vista. La scelta materica mette in relazione il nuovo edificio sia con il carattere massivo delle fortificazioni storiche sia con l’architettura residenziale moderna presente nel quartiere.Al piano terra il portico d’ingresso conduce al patio centrale, nel quale trovano posto la scala e un piccolo giardino su cui si affaccia il ballatoio distributivo. Sullo stesso livello sono collocati tre appartamenti, ciascuno dotato di giardino privato, oltre ai garage e ai posti auto esterni. Al primo piano altri tre appartamenti, di ampie dimensioni, si aprono ognuno su un proprio patio, concepito come estensione all’aperto della zona giorno.Dai patii del primo piano si raggiunge la copertura, trasformata in una sequenza di giardini pensili privati. Il verde attraversa così l’intero progetto — dal suolo ai patii fino alla copertura — diventando parte integrante dell’architettura e degli spazi abitativi.L’edificio è progettato per raggiungere consumi energetici prossimi allo zero attraverso l’impiego di fonti rinnovabili e sistemi di recupero delle acque meteoriche. Tutti gli appartamenti sono inoltre concepiti per garantire piena accessibilità anche a persone con ridotta capacità motoria.
Committente: Dott. Davide Angelo Pietro Pracchi
Località: Padova
Cronologia: 2024–in corso
Studio incaricato: Studio Arch. Massimo Asci
Progettazione architettonica: Arch. David Canale, Arch. Alessandra Greggio, Arch. Massimo Asci
Progettazione esecutiva: Arch. David Canale, Arch. Alessandra Greggio
Pratiche edilizie: Arch. David Canale, Arch. Alessandra Greggio
Direzione tecnico-operativa: Arch. David Canale, Arch. Alessandra Greggio
Strutture: Ing. Tiziano Pizzocchero
Impresa esecutrice: COSPA S.r.l.
Facciata in mattoni: Fornace S. Anselmo
Masterplan dei Ghezzi — Chioggia
Chioggia (VE) · 2010 · Concorso di progettazione urbana
Il progetto per l’area dei Ghezzi affronta il rapporto tra la città costruita e la Laguna del Lusenzo attraverso un nuovo sistema di residenza, paesaggio e spazio pubblico. Il masterplan assume come matrice la struttura a pettine propria degli insediamenti lagunari: i nuovi corpi edilizi si dispongono lungo la viabilità principale ma ortogonalmente ad essa, proseguendo le direzioni dei tessuti esistenti e mantenendo aperte relazioni visive e percettive verso la laguna.Tra il nuovo quartiere e il waterfront si costruisce un ampio paesaggio di transizione, nel quale parco, aree boscate, orti urbani e spazi verdi assumono funzioni differenti ma complementari. Il verde non è quindi un residuo tra gli edifici, ma una vera infrastruttura territoriale che separa e allo stesso tempo mette in relazione residenza, città e ambiente lagunare. Una rete continua di percorsi ciclopedonali attraversa queste aree e collega il nuovo insediamento ai parchi, ai quartieri esistenti e al sistema del Lusenzo.Gli edifici residenziali sono concepiti come volumi relativamente bassi e articolati a gradoni, con terrazze e giardini pensili che prolungano il paesaggio verde all’interno dell’architettura. La frammentazione delle masse permette di evitare la formazione di un fronte compatto verso la laguna e costruisce una successione di spazi aperti, corti e passaggi tra gli edifici.Anche le facciate lavorano sul rapporto con l’identità di Chioggia. Finestre, oscuri, colori e proporzioni provenienti dall’architettura tradizionale vengono ricomposti come un collage contemporaneo, senza riprodurre letteralmente gli edifici storici. Il risultato ricerca una dimensione domestica e riconoscibile, capace di mettere in relazione il nuovo quartiere con il carattere stratificato della città.
Committente: Comune di Chioggia
Località: Chioggia (VE)
Anno: 2010
Tipologia: Concorso di progettazione in due gradi – Concept e Masterplan
Destinazione d’uso: Urbana e paesaggio, residenziale, spazio pubblico
Progettazione: 365 Architetti, con Arch. David Canale
Servizio: Masterplan e progettazione urbana
David Canale
Architetto con studio a Padova. Mi occupo di progettazione architettonica, edilizia pubblica e scolastica, residenza, interni e design, seguendo i progetti dalla concezione alla realizzazione. L’attività professionale si affianca all’insegnamento dell’architettura degli interni e dell’illuminazione.
Padova · via Altinate 96
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